Archivio di febbraio, 2008



Pubblicato il 28 febbraio 2008

Stasera mi ha preso una depressione di quelle terrificanti.

Sono uscito dall’ufficio con una lacrimuccia sugli occhi, e non so perché.

E il bar sotto l’ufficio, visto dall’esterno della vetrina, mi è sembrato terribilmente bello, con quelle luci che si riflettevano in un gioco di bottiglie e bicchieri e specchi, ed in mezzo un barista orgoglioso del suo regno.

E stasera ho persino seguito Sanremo, tutto quanto.

Ho i brividi e la voce bassa. Credo di avere preso freddo.

Ho tanto freddo.

Torna qui, ma chère.


Pubblicato il 27 febbraio 2008

Il padrone del nostro ufficio sta discutendo in questo istante col mio capo.
Il trasloco è quasi completato, ed è possibile che andremo nella nuova sede già da lunedì prossimo.

Coraggio, Bruno. Non sarà così brutto.

Ma quando il lavoro è tutto quello che hai, ogni cambiamento ti fa una paura fottuta…

…e se come me sei un debole di natura, beh, il cambiamento ti fa ancora più paura.

Per questo motivo, ho deciso che la paura può venire qui, davanti a me, in qualunque momento. Le dirò di attendere un attimo e mi recherò in cucina, dove andrò a prendere il coltellaccio dell’arrosto.
E poi le squarcerò il ventre e mi nutrirò delle sue viscere.

Beccati questo, paura.


pausa

Pubblicato il 24 febbraio 2008

vorrei che il tg5 durasse in eterno

tempo congelato

eterno imbambolamento

niente più problemi


Dilbert, ti adoro… :-)

Pubblicato il 21 febbraio 2008

dilbert

Devo dire che le strisce di Dilbert colgono sempre i problemi alla radice… :D

Questa in particolare è stata anche la causa del licenziamento di Dave Steward di Fort Madison, in Iowa, che ha avuto la brillante idea (ehm…) di esporla nella bacheca aziendale…. :D

La traduzione è più o meno come segue (ma ovviamente non rende quanto l’originale inglese):

“Perchè pare che la maggior parte delle decisioni nella mia azienda siano prese da lemuri ubriachi?”
“Le decisioni sono prese da persone che hanno tempo, non da persone che hanno talento.”
“E perchè le persone dotate di talento sono così occupate?”
“Stanno risolvendo i problemi creati dalle persone che hanno tempo.”

Scott Adams, autore di Dilbert, venuto a conoscenza della storia ha dedicato una serie di strisce allo sventurato Dave. In una di queste il dialogo è più o meno come segue:

“Wally, ti devo licenziare per avere esposto un fumetto che paragona i manager a lemuri ubriachi. Non avrai la possibilità di ricevere i sussidi di disoccupazione a meno che tu non riesca a provare di essere stato stupido anziché malizioso. Riesci a provare di essere stupido?”

“C’è un’altra spiegazione per la quale dovrei lavorare qui?”

Eh eh! :)

Oh, qui c’è una pagina del sito ufficiale di Dilbert, che vi consente di inserire nel vostro sito (o blog) un riquadro da cui consultare le ultime strisce uscite in ogni momento! :)

(fonte)


Vecchi ricordi… in una penna!

Pubblicato il 18 febbraio 2008

USSIGNUUUR! :D Che MERAVIGLIA! :D

Cari amici, per tutti voi che eravate ragazzi negli anni ‘80…

ecco qui…

…la penna con L’ALLEGRO CHIRURGO INCORPORATOOOOO!!! :D

chirurgo1

Il gioco in questione funziona davvero: ci sono un paio di forcine nascoste nel tappo, le varie ossa da togliere sono legate alla struttura di base per mezzo di fili… e naturalmente se farete male al paziente il naso si illuminerà e sentirete il classico BEEEEEEP!!!! :D

Potete ordinarla qui… e nella stessa pagina troverete anche…

 

tavo

…la penna con la LAVAGNETTA “MAGICA” incorporata, quella che funzionava ruotando le due manopole e poteva essere cancellata semplicemente scuotendola… ve la ricordate? :D Mamma mia che nostalgiaaaaaaaaaa!!! :D

(fonte)


when rain must fall

Pubblicato il 15 febbraio 2008

Dal ventesimo piano del palazzo di vetroacciaio, la ragazza osserva la città notturna lavata da cascate di pioggia.

E’ seduta a terra, a fianco della vetrata. Scalza, indossa soltanto una leggera veste bianca. Ha un caschetto nero che ricorda un po’ quello di Valentina, ed una sigaretta accesa tra le lunghe dita.

Potrebbe stare lì seduta per giorni e giorni.

Adora la notte, e adora la pioggia. La aiuta a pensare.

Pensa.

Pensa.

Pensa che

che dopotutto forse non ho fatto una stronzata. O forse sì, chissà. Cioè, andiamo con calma. Ho scelto DAVVERO di stare in quell’azienda e di non dimettermi? Oh, ma CERTO che l’hai fatto! Bravo cretino! O forse no (fermate il mondo fatemi scendereeeeeee!!!).

gnam gnam gnam mi mangio il cervello

Mi isolo dal mondo per riflettere sulla mia decisione, o forse per non decidere o per non pensare ai possibili esiti catastrofici della mia decisione. Cioè, starò ancora per un po’ in quella ditta, e vedrò come va. Niente di male, no? Mi prenderò il mio bell’aumento, avrò l’orario finalmente elastico, e poco importa che sarò l’unico informatico vero e proprio rimasto nel laboratorio (perchè quell’altro del mio livello tecnico rileverà un pezzo di ditta e se ne andrà per i fatti suoi) e che l’azienda verrà praticamente rifondata su di me, e che stanno per arrivare qualcosa come un milione di nuovi progetti, no?

(MA NON E’ PER QUESTO CHE SEI PREOCCUPATO, VERO?)

preoccupato…

E’ preoccupata. I sogni con il sassofonista continuano, e poi naturalmente c’è il ruggito.

Che la sveglia di notte, ed è più forte della voce di trecento leoni messi assieme.

A volte viene da dentro di lei, mentre segue via Internet le lezioni della facoltà.

A volte viene dall’ingresso del suo appartamento, ed è accompagnato da tonfi fortissimi che fanno scricchiolare la porta.

Specialmente quando pensa

a

a volte, quando sono così, come adesso, nella mia camera, penso al fatto che per una questione di principio non avrei dovuto accettare di stare neanche un giorno in più.

Perchè ci sono queste due persone, non pagate da mesi e mesi.

E senza uno straccio di contratto.

Che nonostante tutto vengono tutti i giorni in ufficio a farsi un mazzo così.

Come faccio ad accettare questa cosa senza dire niente?

Come faccio a non vergognarmi di me stesso?

“Oh, ma nella nuova società saranno SICURAMENTE assunte!”, mi dice il capo.

Ed intanto passano i mesi ed ancora i mesi, il trasferimento nella società nuova non è ancora avvenuto, e queste persone ovviamente sono lì che aspettano.

Con che faccia continuo ad andare a lavorare lì?

Con che faccia

con che faccia continua a non APRIRE QUELLA DANNATA PORTA?

Perchè, naturalmente, lei sa benissimo cosa c’è dietro.

E perchè non può piovere per sempre.

Si alza e

Mi alzo e apro la finestra. Devo prendere un po’ d’aria

apre la porta a vetri. Va sul balcone, incurante della pioggia.

Mi sporgo verso la strada deserta, e strillo con tutta la forza che ho.

Ora mi sento più libero. (Ma per quanto tempo?)

E comincia a piovere, per fortuna.

Ride alla luna, bagnata fradicia, ride come non aveva mai riso prima di quel momento.

A volte qualche piccola pazzia bisogna farla.

A volte qualche piccola pazzia bisogna farla.


Stasera…

Pubblicato il 14 febbraio 2008

Stasera va così. Domani mi riprometto di postare qualcosa di più consistente… sulla mia lunga assenza e sulle mie ultime vicissitudini! :-)
Un salutone a tutti!


Casa mia, casa mia… per strampalata che tu sia…

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A-hem… Avete mai sentito parlare delle bottiglie di Klein?

No, Calvin ed i profumi non c’entrano nulla.

Secondo Wikipedia…

…In matematica, la bottiglia di Klein è una superficie non-orientabile di genere 2, cioè una superficie per la quale non c’è distinzione fra “interno” ed “esterno”. La bottiglia di Klein è stata descritta per la prima volta nel 1882 dal matematico tedesco Felix Klein. È strettamente correlata al nastro di Möbius e alle immersioni del piano proiettivo reale come la superficie di Boy…

…qualunque cosa questo significhi! :D

Ora: c’è un architetto, un certo McBride Charles Ryan, che ha costruito una casa ispirandosi alle bottiglie di Klein.

bottle1

Più che una casa… un mal di testa? :D

bottle4

Troverete altre foto qui. E devo dire che, nonostante il folle aspetto esterno, l’interno sembra quasi confortevole! :D

Che ne pensate?


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tram

Potreste avere visto questa scena al telegiornale di questa sera.

Quel tram che si è incastrato nell’autobus… beh, quel tram ha un significato particolare per me.

tram2

Perché è proprio il tram che prendo tutti i giorni per tornare a casa dall’ufficio. La linea 12, verso viale Molise.

E oggi, in particolare… non l’ho ancora detto a nessuno, per non creare allarme, ma DEVO scriverlo almeno qui. Oggi la giornata in ufficio era lenta, non c’era nulla da fare, non c’era neanche il capo ed avevo tutta l’intenzione di tornarmene a casa in anticipo chiedendo qualche ora di permesso.

Poi ho trovato su Internet un oggetto gratuito in ASP.NET, una griglia gerarchica da inserire nei siti web, che mi serviva proprio per completare un progetto che stavo facendo… e mi sono messo a studiarne la documentazione, a creare i dataset gerarchici necessari ed a personalizzarne la grafica.

Così sono arrivate le diciotto.

Ma se non avessi trovato quella griglia…

…beh, meglio non pensarci.

Sono ancora qui scosso…