invia vacca al 48409…
…e poi succede…
…cosa?
Vorrei saperlo anch’io.
Però è bello, no? Quel momento in cui non sai che titolo dare al tuo post, ed allora capti sensazioni dall’ambiente circostante, da una tv in lontananza, dalla conversazione dei tuoi vicini o da quel frullato di pensieri che è la tua mente (a tal proposito, qualcuno sa se esiste un modo per rallentare le lame del frullatore?).
Creatività.
Improvvisare.
Non sai cosa scrivere, però lo scrivi. Perché? Quali misteriosi processi regolano la scrittura sui blog?
Perché fino a poco fa giocavo con Heavenly Sword (splendido!), e adesso che ho finito ho sentito il bisogno di aprire Windows Live Writer e scrivere un post?
Oh, forse volevo semplicemente aggiornare questa schifezza di blog ormai morto (e che doveva rimanere chiuso definitivamente), dal momento che detesto i blog non aggiornati. Detesto i vuoti da riempire. Ne ho già troppi, nella mia vita.
Fatemi scendere dalla giostra.
Ho paura di quello che sono diventato.
Ecco. Ti metti a scrivere, e le cose di cui vuoi parlare vengono fuori per conto loro.
Da piccolo ricordo che, chissa perché, continuavo a dire a me stesso "L’importante è andare contro la massa".
Sono diventato grandicello ed eccomi qua. Una merda secca qualunque, che domani tornerà in ufficio.
Che fine hanno fatto tutti i miei sogni?
Come posso riappropriarmene?
Ecco perché Heavenly Sword è così bello.
Vite elettroniche, paradisi artificiali. Simulacri per una vita che non ti soddisfa.
—
Dieci minuti all’ora di andare a letto. Le 22.45 canoniche, chissà perchè. Consuetudini malate del tempo che fu.
Oggi pomeriggio non sapevo cosa fare, ed allora ho visto "Snakes on a plane". Adoro i filmacci di serie zeta.
(Però il bacio finale non ci doveva essere.
Bastardi!).
Quando vidi "La tigre e il dragone" ricordo che c’erano scenari talmente belli che l’uscita dal cinema, ed il conseguente ritorno alla realtà, mi deprimette non poco.
Maledetti paradisi artificiali.
Voglio tornare a sognare. E voglio smetterla di sognare.
Perchè mi amo.
Non tanto, ormai. Solo un pochino, ma mi amo ancora.