
Ero sdraiato sul mio lettone, con in mano uno stupido libro.
E tu sei comparsa all’improvviso, incastrata nella porta della mia camera in una posizione pazzesca, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.
Ho lasciato cadere il libro ed i miei occhi si sono incollati a te.
Ciao, Bruno.
Forse avevo mangiato troppo. Ho creduto che fossi un’allucinazione.
Te lo spiegherò più tardi. Ora dobbiamo fare una cosa, io e te.
"E tu chi cacchio sei?", le ho ugualmente detto. Ma non ero sicuro di voler sentire la risposta.
Il libro dice che la tua ora giungerà presto. Ma ancora non hai imparato nulla.
Avrei scoperto solo più tardi che…
Non sai ancora come si fa a vivere. E io te lo voglio insegnare.
"Senti, la porta blindata di casa mia è chiusa, e le finestre pure. Come diavolo hai fatto a entrare? Se vuoi i soldi sono lì nel cassetto, ma SCENDI DA QUELLA PORTA che mi fai paura!".
(ma da quando i rapinatori indossano soltanto una leggerissima veste bianca?)
Proprio non vuoi capire, eh?
E poi sei scomparsa dalla porta. E sei riapparsa come per magia sulla sedia lì nell’angolo… vestita di rosso. Ma eri ancora tu?
Sai cos’è la PASSIONE?

Ho deciso di stare al gioco. Tanto, ovviamente era solo uno stranissimo sogno, no? Mi ero sdraiato sul letto e mi ero addormentato, tutto lì. Quanto odio sognare di stare nella stessa camera in cui sto dormendo…
No, non lo sai. O te ne sei dimenticato, molto tempo fa.
Sai cos’è il SORRISO? No, l’hai dimenticato da tempo. Da quanto tempo è che non SORRIDI?
Sai per cosa VALE LA PENA VIVERE, a parte i computer? Lo sai?
Il tono non era minaccioso. Ma non era una voce che davvero sentivo con le orecchie. E’ difficile da spiegare. La sentivo… dentro.
Ti aiuterò io, Bruno.
Perchè c’è ancora qualcuno che ti vuole bene.
E perchè la vita è davvero una cosa meravigliosa, nonostante quello che tu pensi di continuo.
Ma prima devi fare una cosa per me…
(1 – continua)
(foto in Creative Commons, autore: Big Fat Rat)