Anacronismi onirici…
Nel sogno ero tornato indietro nel tempo, ma solo in parte.
Tutto inizia con un’inquadratura che abbraccia piazza Cinque Giornate, qui a Milano, in cui stanno viaggiando un paio di tram a cavalli. Poi la scena si sposta in casa mia, dove a quanto pare sto aspettando l’installazione di un RIVOLUZIONARIO telefono. Vengono a portarmelo (i miei vicini di casa vengono fuori anche loro, eccitatissimi, a vedere quest’invenzione SPETTACOLARE!), ed è un modello molto simile a questo, ma completamente nero:
I due ragazzi della SIP, se di SIP si poteva già parlare all’epoca, devono fare qualcosa ai cavi e quindi entrano in camera mia.
Dove c’è il mio pc, connesso all’ADSL. E con una pagina di Google sullo schermo, quindi l’ADSL funziona ancora.
A uno dei ragazzi quasi casca la mascella a terra per lo stupore: vista l’epoca, probabilmente il “computer” più piccolo che conosce misura quanto una stanza. All’altro, però, no.
L’altro forse sa qualcosa di quello che è successo.
Si avvicina tranquillamente alla tastiera, come se fosse a casa sua, e digita qualcosa.
Prendono forma sullo schermo tre bambini. Lo stile grafico è quello dei Rugrats:
Uno bussa sullo schermo cercando di attirare la mia attenzione. Tutto ciò che c’è intorno a me ora si è fermato: i tecnici SIP, i miei vicini di casa ed i miei genitori sono congelati in un’assoluta immobilità. Solo quello stupido bambinetto sta muovendo la manina pacioccosa.
“ONLY YA NOW DA CODE”, sento dire dalle casse del pc in un’americano strascicato.
Tutto torna a muoversi per qualche secondo… e poi il sogno finisce.
Mi sa che quella fetta di Tartufone di ieri sera era decisamente troppo grossa…
però che RABBIA!
Chissà, forse nel seguito del sogno qualche mia splendida intuizione avrebbe salvato il mondo dallo scompenso temporale… avrei potuto essere un EROE!